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Prefazione alla silloge di Gianluca Papa ” Atmosfere ” (di Ilaria Celestini)

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Atmosfere. Mai titolo di una silloge fu più sapientemente centrato, vero emblema dell’arte di Gianluca Papa, che nelle sue brevi liriche sa tratteggiare, con grande eleganza, le suggestioni di ogni luogo, il nucleo che ne caratterizza la peculiarità: l’atmosfera, appunto, che non è solo un dato culturale o storico, ma è l’insieme delle impressioni che il visitatore ne riceve e che il poeta reinterpreta e fa proprie.

Così la sua scrittura raffinata, colta, coglie perfettamente ed esprime il fascino delle città d’arte come anche l’incanto estetico e suggestivo delle vedute naturalistiche e in particolare marine, e insieme ne testimonia le problematiche umane, le solitudini immense nelle metropoli, che si mescolano alla dolcezza dei ricordi d’infanzia, agli struggimenti dell’adolescenza, alla constatazione dolente ma sempre composta dell’inesorabilità del tempo che passa.

Ne esce una ricca e variegata raccolta di quadri poetici, un insieme piacevolmente rarefatto e adeguatamente profondo di vere e proprie ‘pennellate’ di parole, che dipingono, letteralmente, il ritratto degli scenari urbani e degli itinerari culturali più celebri e ne comunicano al lettore le impressioni originali e intense dell’Autore.

Nel ricco mondo emozionale che emerge da questi componimenti, trova spazio anche il riferimento all’amore, tema particolarmente caro a Gianluca Papa, che lo racconta con estrema sensibilità, e lo esprime attraverso delicati ricordi, descrizioni tratteggiate di attimi fuggenti, sentimenti timidi e delicatissimi di grande e toccante intensità.

Questa breve raccolta poetica appare quasi un diario, una sorta di narrazione interiore, o, alla maniera petrarchesca, quasi un piccolo canzoniere, dove l’autore, con un linguaggio semplice e chiaro in apparenza, ma in realtà colmo di richiami alla classicità e alla tradizione aulica della letteratura tradizionale, ci svela, attraverso una cinquantina di brevissime liriche, la bellezza nascosta dei luoghi più celebrati dagli itinerari turistici, e insieme anche il fascino nascosto degli ambienti dedicati alla preghiera e alla meditazione.

Non a caso, infatti, egli ha scelto di dedicare ben due componimenti all’abazia di Maguzzano, sede di incontri di spiritualità e di ritiro temporaneo dagli affanni del mondo: il poeta sembra quasi sospeso tra la dimensione terrena della bellezza e dell’effimero e quella eterna e universale del Cielo.

Nelle sue liriche, spesso, con toni eleganti e composti, mai eccesivamente enfatici o stucchevolmente retorici, ma sempre con la ‘giusta misura‘ di oraziana memoria, egli unisce la contemplazione delle opere d’arte create dall’uomo o degli scenari meravigliosi generati dalla natura al rimpianto per la fugacità delle esperienze felici, delle ore liete che si dileguano troppo rapidamente.

Nel contempo, Gianluca Papa è un Autore ben consapevole dell’importanza di un continuo riferimento e di una costante ricerca di una dimensione superiore, trascendente e infinita, che dia senso all’umana esistenza, e si rivela un poeta nobile, di grandi capacità compositive e di sapiente elaborazione, pienamente meritevole di essere annoverato tra i maggiori poeti contemporanei.

ILARIA CELESTINI

(poetessa e critico letterario – specialista in Lingua e Letteratura Italiana)

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