Recensione a “Come lupi nella neve” di Marco Di Tillo

(Fratelli Frilli Editori 2021)

Un nuovo, intricatissimo caso per Marco Canepa, ispettore della Squadra Mobile di Genova, raccontato dallo stile sapiente e inconfondibile di Marco Di Tillo, autore televisivo, scrittore e regista, maestro di questo genere non facile.

Questa volta, l’Ispettore si reca in Molise con l’amico Giuseppe, residente a Recco, e originario del borgo montano di Agnone, per concedersi una vacanza e viene accolto con grande entusiasmo e calore dai parenti di lui, che lo deliziano con tutte le prelibatezze della loro splendida terra.

Improvvisamente, una tormenta di neve si abbatte sul paese, causando un blackout, rendendo impossibili le comunicazioni e oscurando ogni cosa.

Nella chiesa di Sant’Emidio viene misteriosamente scoperto il cadavere di un uomo di Roma, Franco Furino, che ivi possiede una seconda casa; sua moglie e la loro figlioletta sembrano svanite nel nulla.

Sul caso indagano i carabinieri della stazione locale, coordinati da un amico d’infanzia di Giuseppe, il maresciallo Pasquale Conte.

Nel frattempo, l’anziano professore di Storia ed esperto di tradizioni e leggende sannitiche Aristide Ponzio rievoca la figura di una “strega”, che, nel 270 a.c., avrebbe lanciato una terribile maledizione.

Il giorno dopo, viene ritrovato il corpo della moglie del Furino, uccisa con un coltello nel cuore.

L’ispettore Canepa si mette al lavoro, collaborando con le forze dell’Ordine locali, per cercare di risolvere il caso di questo duplice omicidio che non trova alcuna possibile spiegazione. Ci riuscirà?

Un libro che affascina, oltre che per la complessità della vicenda, per il suo stile unico e per la capacità descrittiva dell’Autore che ha saputo ricreare perfettamente l’atmosfera di provincia di un piccolo paese remoto, popolato da personaggi singolari e dove si alternano antiche memorie ed emozioni del presente, in un intreccio che cattura e avvince.

Ilaria Celestini

Pagg. 240 coll. SuperNoir Bross €14,90 Isbn 9788869435003

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