Giulia Borroni Cagelli, poetessa dal raffinato e profondo sentire

Nata a Castellanza (Varese), Giulia Borroni, già docente di Lingua e Letteratura Francese, scrive raffinate e intensissime liriche in italiano e in francese che hanno ottenuto significativi riconoscimenti e ha al proprio attivo numerose pubblicazioni; inoltre si occupa anche di pittura e fotografia.

Nelle due sue raccolte, Bréviaire d’amour (2011) e Deserti (2018), si rivela instancabile cercatrice d’infinito, anima in cammino che anela alla spiritualità più essenziale e intensa e, nel contempo, donna appassionata della vita e di tutte le meraviglie dell’esistenza e dell’amore.

Nella raccolta in lingua francese, è poetessa capace di cogliere tutte le sfumature di un sentimento totalizzante e sfuggente, insieme quotidiano ed eterno; e fissa con eleganza e compostezza immagini lievi e suggestioni evocative di grande potenza, delineando scenari di amori che camminano sotto la pioggia, che spandono profumo di gelsomino, che hanno la trasparenza dell’amicizia e, al tempo stesso, la forza incoercibile di emozioni che non possono essere taciute.

Nel testo italiano, ci offre tutta la magia dell’Africa, i misteri del deserto, insieme a veri e propri affreschi di vita, ritratti di uomini e donne di un mondo lontano e al quale ciascuno di noi è legato, nella comune umanità e nell’anelito, anche inconsapevole, all’infinito.

E ci conduce per mano a viaggiare quasi come pellegrini, alla ricerca della vera spiritualità e dell’autenticità, con toni composti, garbati, e colmi di passione per ogni frammento di umanità, spesso dolente, di luoghi tormentati da ogni flagello eppure ricchi di atmosfere indimenticabili.

Poetessa-viaggiatrice, ma mai solo per diletto: è prima di tutto una cercatrice di Umanità, ben consapevole che non è possibile amare e cercare un Dio che non si vede se prima non lo si riconosce nelle Sue creature e negli esseri umani da Lui creati.

Struggente e di inaudita potenza espressiva e rappresentativa è la meditazione con cui la Poetessa-viandante si rivolge a Dio, dopo aver incontrato, in un villaggio kenyota, un gruppo di bambini, scalzi e con i vestiti laceri, ma con il cuore colmo di speranza: ” … Ti vedo, Amico mio, Ti vedo, vedo il Tuo volto là dove batte il loro cuore e vorrei piangere per non aver capito prima che Tu sei sempre stato con noi, che Tu sei dentro di loro, Tu sei questi bambini… così io Ti amo quando li amo, Ti vedo quando li guardo, mi sorridi quando loro sorridono”.

Una testimonianza preziosa e un insegnamento valido per ciascuno di noi e che ci dona conforto, amore e gratitudine.

Ilaria Celestini

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