Giulia Borroni Cagelli, poetessa dal raffinato e profondo sentire

Nata a Castellanza (Varese), Giulia Borroni, già docente di Lingua e Letteratura Francese, scrive raffinate e intensissime liriche in italiano e in francese che hanno ottenuto significativi riconoscimenti e ha al proprio attivo numerose pubblicazioni; inoltre si occupa anche di pittura e fotografia.

Nelle due sue raccolte, Bréviaire d’amour (2011) e Deserti (2018), si rivela instancabile cercatrice d’infinito, anima in cammino che anela alla spiritualità più essenziale e intensa e, nel contempo, donna appassionata della vita e di tutte le meraviglie dell’esistenza e dell’amore.

Nella raccolta in lingua francese, è poetessa capace di cogliere tutte le sfumature di un sentimento totalizzante e sfuggente, insieme quotidiano ed eterno; e fissa con eleganza e compostezza immagini lievi e suggestioni evocative di grande potenza, delineando scenari di amori che camminano sotto la pioggia, che spandono profumo di gelsomino, che hanno la trasparenza dell’amicizia e, al tempo stesso, la forza incoercibile di emozioni che non possono essere taciute.

Nel testo italiano, ci offre tutta la magia dell’Africa, i misteri del deserto, insieme a veri e propri affreschi di vita, ritratti di uomini e donne di un mondo lontano e al quale ciascuno di noi è legato, nella comune umanità e nell’anelito, anche inconsapevole, all’infinito.

E ci conduce per mano a viaggiare quasi come pellegrini, alla ricerca della vera spiritualità e dell’autenticità, con toni composti, garbati, e colmi di passione per ogni frammento di umanità, spesso dolente, di luoghi tormentati da ogni flagello eppure ricchi di atmosfere indimenticabili.

Poetessa-viaggiatrice, ma mai solo per diletto: è prima di tutto una cercatrice di Umanità, ben consapevole che non è possibile amare e cercare un Dio che non si vede se prima non lo si riconosce nelle Sue creature e negli esseri umani da Lui creati.

Struggente e di inaudita potenza espressiva e rappresentativa è la meditazione con cui la Poetessa-viandante si rivolge a Dio, dopo aver incontrato, in un villaggio kenyota, un gruppo di bambini, scalzi e con i vestiti laceri, ma con il cuore colmo di speranza: ” … Ti vedo, Amico mio, Ti vedo, vedo il Tuo volto là dove batte il loro cuore e vorrei piangere per non aver capito prima che Tu sei sempre stato con noi, che Tu sei dentro di loro, Tu sei questi bambini… così io Ti amo quando li amo, Ti vedo quando li guardo, mi sorridi quando loro sorridono”.

Una testimonianza preziosa e un insegnamento valido per ciascuno di noi e che ci dona conforto, amore e gratitudine.

Ilaria Celestini

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Recensione al romanzo noir “Ti verrò a trovare in sogno” di Roberta Spadotto

(Fratelli Frilli editori 2021)

Il romanzo d’esordio della giornalista milanese Roberta Spadotto.

Milano. Fulvio è un uomo di mezza età che, dopo una vita di silenzio e di sofferenze taciute, decide di vendicare la donna che ha amato in gioventù di un amore intensissimo, autentico, profondo e che, all’epoca, non era stato capace di difendere.

Gli esplode dentro una vera e propria furia.

Di colpo, decide di uscire dalla propria tranquilla e monotona quotidianità e incrocia Giacomo, uno sconosciuto, nei cui occhi Fulvio intravede fissata per sempre la memoria dell’orrore consumato.

Ma nessuna esistenza s’incontra per caso, e uno sparo porterà un mutamento definitivo delle loro vite e di quelle di tutti coloro che popolano il loro mondo.

Sullo sfondo di un complesso intreccio psicologico di ricordi sopiti e di sussulti improvvisi s’intersecano le vite di quattro donne, legate a vario titolo sia alla vittima sia all’assassino.

Riuscirà la p.m. Maddalena Fiorito a risolvere l’enigma di un omicidio che non trova spiegazioni?

E le vite di quelle quattro donne troveranno una speranza e una risoluzione?

Ai lettori il compito di scoprirlo, scorrendo le pagine intense di questa storia dolorosa e oscura.

Ilaria Celestini

Pagg. 220 coll. I Tascabili Noir €12,90 Isbn 9788869435256

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Recensione a “Commissario Boccadoro. Genova. I crimini negati ” di Armando D’amaro.

Inverno del 1941. Liguria. In una galleria ferroviaria viene ritrovato il cadavere straziato di una prostituta.

Il Commissario Boccadoro conduce le indagini.

I sospetti cadono su un pervertito. Ma davvero la soluzione del caso è così semplice?

Dubbi, trame oscure, sensazioni inquietanti, silenzi e misteri cattureranno l’attenzione del lettore in questo nuovo romanzo di Armando D’amaro, avvocato, accademico e critico d’arte da anni esperto e abilissimo scrittore di gialli.

Questo testo è il quarto della serie dedicata al Commissario.

Un libro avvincente, sullo sfondo di un’epoca complessa, oscura, sofferta.

Una trama che non si dimentica e che regala brividi ed emozioni dalla prima all’ultima pagina.

Ilaria Celestini

Pagg. 192 coll. I Tascabili Noir €12,90 Isbn 9788869435249

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Recensione a “Il banchiere di Milano” di Ippolito Edmondo Ferrario

Recensione al romanzo “Il banchiere di Milano” di Ippolito Edmondo Ferrario

(Fratelli Frilli Editori 2021)

Un noir ambientato a Milano, dove si muovono personaggi cinici, ambiziosi e senza scrupoli.

L’autore è già noto al pubblico per aver pubblicato numerosi e interessanti romanzi.

Una metropoli avvolta dal freddo e dal gelo; un banchiere meneghino scaltro e astuto; politici ambigui; una misteriosa ragazza; lontani ricordi e passioni intensissime: questi gli ingredienti di un libro avvincente che non mancherà di appassionare i lettori.

Ilaria Celestini

Il Banchiere di Milano”, Fratelli Frilli Editori, è disponibile in tutte le librerie d’Italia al prezzo di € 14,90 e nei principali store digitali. Pagg. 290 coll. SuperNoir Bross €14,90 Isbn 9788869435232

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Recensione al romanzo “Morte a Porta Venezia” di Mauro Biagini

(Fratelli Frilli Editori 2021)

Milano, Marzo 2020, nel pieno della tragica pandemia di covid.

Nell’elegante quartiere di Porta Venezia, fino a pochi mesi prima brulicante di vita e ora ridotta a un malinconico e inquietante deserto, un uomo viene trovato impiccato, con una pashmina gialla, all’interno di un condominio, in un monolocale.

Nessuno ha visto o udito nulla: tutta la città è avvolta dal silenzio più totale e surreale, tutti i negozi e le attività commerciali sono chiuse; resiste soltanto, imperterrita e originale come sempre, l’anziana magliaia Delia, che continua a lavorare nel suo laboratorio.

La morte dell’uomo parrebbe a tutti gli effetti un gesto intenzionale, un suicidio come tanti, ma qualcosa non quadra: il corpo non è completamente sollevato da terra; si tratta di un delitto, come risulta dall’esame autoptico.

La vittima dirigeva un’importante agenzia pubblicitaria e si chiamava Mirco Ferretti, sposato a una donna avvenente e conturbante, Bianca, che ne aveva segnalato la scomparsa già dal mattino.

Dal cellulare di Ferretti emergono immagini pregiudizievoli.

Sul caso indaga il commissario Attilio Masini, uomo solitario e profondo, che sonda tutti i possibili moventi di questo crimine atroce e si trova a confrontarsi con tutta la gamma più variegata delle emozioni umane: desiderio di vendetta, odio, passione, gelosia, depressione.

Le indagini si estendono ad ampio raggio, arrivando sino ai misteri della mafia cinese e passando attraverso le dimensioni complesse del mondo della prostituzione e di intrighi di famiglia che s’intrecciano a torbide passioni.

Riusciranno Masini e l’anziana Delia, già noti ai lettori, a risolvere questo intricatissimo enigma?

Ai lettori il piacere di scoprirlo, guidati dallo stile elegante e sapiente dell’Autore, genovese residente a Milano, specialista in comunicazione pubblicitaria e vero esperto di questo genere non facile, scorrendo le pagine di un romanzo estremamente avvincente, un vero gioiello, che regala emozioni intensissime e profonde e che riesce a coinvolgere dalla prima all’ultima pagina, sino all’impensabile epilogo.

Ilaria Celestini

Pagg. 208 coll. SuperNoir Bross €14,90 Isbn 9788869435188

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Recensione a “Il respiro dell’alba. Un caso per Vassallo e Martines.” di Antonella Grandicelli.

(Fratelli Frilli Editori 2021)


Un nuovo gioiello della scrittrice genovese Antonella Grandicelli, vera specialista del non facile genere del romanzo giallo d’impronta noir, con al proprio attivo numerosi successi e affermazioni in questo campo.

Ottobre. Nella baia di Vernazzola, all’alba, viene trovato il corpo di una donna.

Si tratta di una suora e, nella mente del commissario Vassallo, si accendono subito mille interrogativi: morte accidentale, malore, suicidio od omicidio?

Chi potrebbe volere la morte di una religiosa?

E, soprattutto, che cosa ci faceva una suora, di notte, da sola, sulla spiaggia di Genova?

Contemporaneamente, il poeta Martines riceve una strana visita, mentre ancora riflette su ciò che la sera precedente ha rinvenuto nella propria cassetta postale: una vecchia fotografia, che reca sul retro una data e un messaggio sibillino che recita: “Ciò che eri può ucciderti più di ciò che sei?”.

Gli ingredienti per un giallo di classe ci sono tutti: il mistero, l’emozione e l’intreccio di oscuri legami tra passato e presente; personaggi ben delineati e con ruoli-chiave estremamente nitidi nella precisione e nell’introspezione psicologica, ed emblematici di una realtà fatta di reticenze e timori, giudizi e stereotipi, ambienti, situazioni e relazioni totalmente insospettabili, segreti inconfessati e inconfessabili.

L’Autrice ci conduce per mano nella sua Genova, che descrive con passione e di cui lascia intravedere la bellezza e la maestà che si erge sovrana anche sui grovigli e gli errori umani, sopra i dolori, sopra le speranze infrante e i palpiti indicibili di scelte esistenziali totalizzanti e tormentate.

Con finezza psicologica e con uno stile elegante, mai banale, assolutamente avvincente perché sa catturare l’attenzione del lettore a poco a poco, costruendo una tensione che sale, in crescendo, l’Autrice riesce perfettamente a evocare, via via, le atmosfere rarefatte di un convento, il gelo che si nasconde dietro l’apparente perfezione di una dimora borghese, lo sgomento per una scoperta inquietante e assolutamente impensabile.

Le azioni di Vassallo e Martines s’intrecciano nella ricerca della verità; ma per l’uno si tratta di una indagine professionale, mentre per l’altro emerge piano piano l’urgenza incontenibile di dare un senso a un buio che dura da troppi anni e che deriva da un passato che sembrava sepolto tra le pieghe della memoria e che invece affiora, tangibile e lacerante, con gli agghiaccianti interrogativi suscitati da un diario scomparso.

Quale verità si nasconde dietro le spoglie di questa suora defunta?

Riusciranno Vassallo e Martines a fare luce su ciò che è realmente accaduto?

Ai lettori il piacere di scoprirlo, di farsi coinvolgere nella complessità delle indagini e di gustare un romanzo prezioso che riesce a stupire e lascia un segno profondo.

Ilaria Celestini

Pagg. 304  coll. SuperNoir Bross €14,90 Isbn 9788869434990

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Recensione a “Come lupi nella neve” di Marco Di Tillo

(Fratelli Frilli Editori 2021)

Un nuovo, intricatissimo caso per Marco Canepa, ispettore della Squadra Mobile di Genova, raccontato dallo stile sapiente e inconfondibile di Marco Di Tillo, autore televisivo, scrittore e regista, maestro di questo genere non facile.

Questa volta, l’Ispettore si reca in Molise con l’amico Giuseppe, residente a Recco, e originario del borgo montano di Agnone, per concedersi una vacanza e viene accolto con grande entusiasmo e calore dai parenti di lui, che lo deliziano con tutte le prelibatezze della loro splendida terra.

Improvvisamente, una tormenta di neve si abbatte sul paese, causando un blackout, rendendo impossibili le comunicazioni e oscurando ogni cosa.

Nella chiesa di Sant’Emidio viene misteriosamente scoperto il cadavere di un uomo di Roma, Franco Furino, che ivi possiede una seconda casa; sua moglie e la loro figlioletta sembrano svanite nel nulla.

Sul caso indagano i carabinieri della stazione locale, coordinati da un amico d’infanzia di Giuseppe, il maresciallo Pasquale Conte.

Nel frattempo, l’anziano professore di Storia ed esperto di tradizioni e leggende sannitiche Aristide Ponzio rievoca la figura di una “strega”, che, nel 270 a.c., avrebbe lanciato una terribile maledizione.

Il giorno dopo, viene ritrovato il corpo della moglie del Furino, uccisa con un coltello nel cuore.

L’ispettore Canepa si mette al lavoro, collaborando con le forze dell’Ordine locali, per cercare di risolvere il caso di questo duplice omicidio che non trova alcuna possibile spiegazione. Ci riuscirà?

Un libro che affascina, oltre che per la complessità della vicenda, per il suo stile unico e per la capacità descrittiva dell’Autore che ha saputo ricreare perfettamente l’atmosfera di provincia di un piccolo paese remoto, popolato da personaggi singolari e dove si alternano antiche memorie ed emozioni del presente, in un intreccio che cattura e avvince.

Ilaria Celestini

Pagg. 240 coll. SuperNoir Bross €14,90 Isbn 9788869435003

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Recensione al romanzo giallo “Il delitto di via Filodrammatici” di Emiliano Bezzon

(Fratelli Frilli Editori 2020)

In questo giallo ricco di emozioni, l’Autore, Emiliano Bezzon, gallaratese trasferitosi a Torino, esperto dirigente e formatore delle Forze dell’Ordine e noto scrittore e giornalista di questo genere non facile, che ha al proprio attivo numerosi libri molto apprezzati dal pubblico e dalla critica, ci conduce nell’ambiente milanese della lirica, dove, dietro l’apparente calma della dedizione artistica e degli studi delle discipline musicali, si consumano intrighi e passioni insospettabili.

Il sovrintendente della Scala viene trovato morto, misteriosamente, nel proprio ufficio, situato nella parte più remota del Teatro, nel pieno centro di Milano, senza che una sola goccia di sangue sia stata versata.

Un delitto o una morte naturale?

L’anatomopatologa Cristina Cattagni, che i lettori già hanno conosciuto in un romanzo precedente, non ha dubbi: si tratta di omicidio, anche se non è dato di conoscere l’arma del delitto.

Di indagare su quale sia il movente e su chi possa essere il colpevole, viene incaricata Doriana Messina, anch’ella già nota ai lettori: brillante e avvenente ufficiale dei Carabinieri, in forza a Milano, forte e caparbia, orgogliosa del suo essere donna e “capitana”, avvezza a lottare non solo contro i criminali, ma anche contro gli stereotipi di genere e le profferte amorose non gradite che il suo fascino, involontariamente, suscita in un ambiente tipicamente maschile.

Ad aiutarla nelle indagini, ancora una volta, la psicologa Giorgia Del Rio, amica personale della capitana, donna di grande bellezza anch’ella e valida collaboratrice delle Forze dell’Ordine nel risolvere casi di omicidio.

La scoperta casuale di un importante documento getta una nuova luce sul caso.

Importante sarà anche il ruolo di un’anziana ospite della casa di riposo per artisti voluta dal grande compositore Giuseppe Verdi: l’arpista Angelica Cavalli, che, entrata in amicizia con Giorgia, aiuterà a fare chiarezza sulle rivalità e sulle passioni segrete che ruotano intorno alla figura del sovrintendente defunto.

Molteplici possono essere i moventi, come anche i possibili colpevoli: riusciranno Doriana, Cristina e Giorgia a scoprire la verità?

Ai lettori il piacere di scoprirlo.

Qui ci preme sottolineare l’abilità dell’Autore nel creare una trama avvincente, con dialoghi vivaci e non privi di realismo e ironia e personaggi del tutto verosimili e che restano impressi, con le loro caratteristiche peculiari: il fascino e la professionalità della capitana, la preparazione scientifica, il rigore e il particolarissimo senso dell’umorismo dell’anatomopatologa e la capacità di decifrazione della personalità e il senso di comprensione e umanità della psicologa.

Un team al femminile che unisce amicizia, competenza e ironia, in un gioco di squadra davvero coinvolgente e positivo.

Molto interessanti anche la rappresentazione dei colleghi inquirenti e degli altri personaggi maschili, figure tutte dotate di una personalità chiara e ben definita, e le descrizioni degli ambienti, dove l’Autore ci conduce per mano in una storia che a poco a poco si fa sempre più intricata e affascinante, sino alla scoperta finale, assolutamente inaspettata.

Un romanzo da non perdere che appassionerà tutti i lettori.

Ilaria Celestini

Il testo è acquistabile on line su tutti i principali siti e nelle migliori librerie italiane.

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Recensione al romanzo giallo “Omicidio ad alta quota” di Maria Rosaria Pugliese

(Fratelli Frilli Editori 2019)

I tratti salienti di questo emozionante giallo sono: una scrittura elegante, quella dell’Autrice napoletana Maria Rosaria Pugliese, che ha al proprio attivo numerosi romanzi che hanno riscosso l’apprezzamento della critica e del pubblico; e una trama bene articolata, con personaggi credibili e interessanti, primo tra tutti, il commissario Nino De Santis, meridionale di nascita, sposato a una donna milanese, originario del più piccolo borgo marinaro d’Italia, in servizio presso la Questura del capoluogo lombardo.

De Santis si trova alle prese con un delitto che coinvolge il mondo dell’Alta Moda e del jet-set.

Proprio lui, che non ha mai preso un aereo e che non intende affatto iniziare a farlo, con la sagace ironia e il coraggio dei propri avi che si lanciavano contro i Saraceni, si getta, con tutta la propria capacità ed esperienza investigativa, nella ricerca del colpevole di un omicidio singolare: quello dello stilista fiorentino di fama internazionale Giosafat Gori, residente a Milano, avvenuto durante un volo per New York.

Immediata è l’indagine su tutto quello che riguarda il complesso mondo privato e pubblico della vittima, popolato da modelle ambiziose, scaltri arrivisti, soci in affari pronti a tutto, ma anche di pochi affetti sinceri: in primo luogo, quello della figlia Margot, che trova un quaderno di appunti del padre e lo consegna al commissario perché vada al fondo di questa intricata vicenda e renda giustizia alla vittima.

Non facile è anche la ricerca del movente: chi aveva interesse a eliminare lo stilista, arbitro indiscusso dell’eleganza di alto livello e titolare, insieme ai due soci, di una ditta leader del settore?

E a che scopo?

L’Autrice è abile nel creare atmosfere e dialoghi ricchi di colpi di scena, ma anche di descrizioni avvincenti, che trasmettono emozioni intense e che vanno ben oltre le ambientazioni solite del genere poliziesco: esemplare è, a questo riguardo, la descrizione delle meraviglie di Firenze che incantano il commissario De Santis, in trasferta per incontrare il dotto padre spirituale della vittima.

Un libro estremamente gradevole, scritto in uno stile raffinato, con interessanti riflessioni e spunti anche sui risvolti umani del ‘caso’, dietro cui si nascondono passioni nascoste e devastanti, ossessioni e dipendenze, fragilità e debolezze: uno specchio sincero dei tempi non facili che tutti viviamo e un implicito invito a continuare a credere, sempre, nella giustizia, nel bene, nella lealtà.

Ilaria Celestini

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Recensione al romanzo giallo “La pazienza della formica” di Marina Bertamoni

(Fratelli Frilli Editori 2019)

Davvero una giallista di classe, Marina Bertamoni, scrittrice milanese che ha al proprio attivo diversi romanzi, molto apprezzati da critica e pubblico, di questo genere non facile.

In questo libro, ritroviamo, insieme al collega Fabrizio Calligaris, detto Frambe’, e allo scrittore dal fascino maledetto Angelo Di Dio, in un contesto di reciproca evoluzione umana e personale, l’ispettrice della Questura di Lodi, Luce Frambelli, personaggio creato dall’Autrice nel 2017, già protagonista dei due testi precedenti, entrambi pubblicati da Fratelli Frilli Editori: “Chi muore giace” e “Dieci parole per uccidere”.

In essi, i lettori hanno imparato ad apprezzarne la perspicacia, il coraggio, l’integrità; e anche la ricchezza di sentimenti ed emozioni, i valori morali che la portano a non accontentarsi delle soluzioni facili e dei pregiudizi che portano a condannare il più fragile, il più povero o il diverso, ma a tendere, sempre, senza compromessi, verso la verità, anche quando questa è scomoda e rischiosa.

In questo caso, Luce rischia addirittura la carriera, perché decide di non seguire l’ortodossia della prassi: riuscirà nell’intento o sarà schiacciata dal peso dei ruoli, delle gerarchie e della rigidità delle regole, e anche dal proprio irriducibile orgoglio?

Ai lettori il compito di scoprirlo.

Intanto, ripercorriamo gli elementi salienti del caso su cui si trova a investigare: nell’inverno del 2019, a Rogoredo, ritrovo e rifugio abituale di molti emarginati della metropoli milanese, viene ritrovato il cadavere di un clochard, dall’identità francese, presumibilmente morto per assideramento.

Di per sé, sarebbe un caso su cui non sarebbe necessario indagare: un tragico fatto di routine; ma l’uomo, in realtà, si scopre essere stato un pilota italiano, dato per morto nel 1998, in un incidente aereo nel quale perì un importante e facoltoso manager dello spettacolo. E questa scoperta riapre il cold case di tanti anni prima e innesca mille interrogativi: chi era veramente Andrea Lorchi, il pilota di cui nessuno sapeva praticamente nulla?

E chi era davvero il manager defunto? Fu veramente un incidente?

Qualcuno poteva avere interesse a ucciderlo? O a uccidere entrambi?

Come ha fatto il pilota a salvarsi?

E, soprattutto: perché è rimasto nell’ombra per tanti anni, senza più dare notizie di sé?

Quando, poi, si scopre che il presunto clochard, in realtà, aveva un’ottima disponibilità economica, la situazione diventa veramente intricata.

Luce entra in campo con tutto il suo coraggio e la sua sensibilità: e qui si rivela l’abilità dell’Autrice nel renderla una figura a tutto tondo, con una grande umanità, che la porta a cogliere in chi ha di fronte l’essenza incommensurabile della dignità che appartiene di diritto a ogni essere umano, a prescindere da qualunque altra condizione di tipo sociale o culturale.

L’ispettrice riesce a entrare in empatia con una giovane donna legata sentimentalmente ad Andrea, di cui ignorava la vera identità, e che pagherà caro il prezzo di questo amore, in cui ella vedeva una possibilità di riscatto da un’esistenza dura e piena di amarezze.

Molto interessanti, nel libro, oltre alle vicende della narrazione, che si susseguono con ritmo piacevolmente incalzante, sono i risvolti psicologici dei vari personaggi, in primo luogo degli inquirenti delle Forze dell’Ordine e dei colleghi e superiori di Luce.

Molto toccante il ritratto della solitudine in cui troppo spesso vivono, nella sfera privata, coloro che non esiterebbero a dare la vita per difendere il bene pubblico e l’incolumità di tutti noi.

Spesso, dietro ruoli e divise, si nascondono dolori inimmaginabili, affetti distrutti, ferite emotive che restano aperte.

Così come, nella vicenda, ancora restano aperte tante domande sulla famiglia e sulle vere origini di Luce.

Lo stile di scrittura di Marina Bertamoni è elegante, garbato, rispettoso del decoro dei personaggi e della sensibilità del lettore: non indugia su dettagli morbosi o su descrizioni raccapriccianti, ma allude, lascia intendere, punta all’essenziale.

E tratteggia, con poche pennellate di grande nitidezza, ritratti di varia umanità, autentica e palpitante di vita e di emozioni, le cui esistenze s’intrecciano in modo imprevedibile, in scenari che spaziano dall’Europa all’America.

Troviamo così la vedova cinquantenne che rimpiange i tempi in cui affascinava il pubblico con la propria prorompente bellezza e la scopriamo al tempo stesso ricca di sentimenti; scopriamo cosa si nasconde dietro la perfezione austera di un principe del Foro; e quanta dignità e sagacia si cela dietro le misere spoglie di un uomo che ha perduto tutti i beni materiali e vive sulla strada.

Davvero un romanzo che cattura lo spirito e che insegna a non fermarsi alle apparenze, ad non accontentarsi dell’ovvietà, a saper andare oltre: anche quando il rischio è di perdere tutto, perché, quando c’è di mezzo la ricerca della verità, una volta iniziato, non è più possibile fermarsi e, soprattutto, chi è innamorato della verità e della giustizia, non può rinunciare, perché, tradendo la verità, tradirebbe se stesso e la propria più intima identità.

Ilaria Celestini

(il libro è acquistabile nelle migliori librerie nazionali e su tutti gli store digitali)

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